Il percorso museale

Al piano terra dell’edificio, dopo lo spazio d’ingresso nel quale sono illustrate la storia e la missione del Museo, si sono ricostruiti i due ambienti che formavano l’abitazione dei contadini: la cucina e la camera. In questa, la culla accostata al letto matrimoniale ricorda il tempo in cui le famiglie erano molto numerose e genitori e figli dormivano in una stessa stanza, nella quale la mònega e gli scaldini riuscivano ad attenuare il freddo nella brutta stagione.

Diversamente da oggi, si ricorda in un pannello illustrativo, era la camera, e non l’ospedale, il luogo nel quale si nasceva e si moriva.

Il camino e la stufa a legna (la “cucina economica”), che serviva anche a cuocere i cibi cucina, campeggiano invece nella cucina, l’unica stanza riscaldata. In un angolo, sono raccolti giocattoli che erano spesso opera dei genitori, ma anche trottole e fucilini che i bambini stessi si fabbricavano. Erano pochi i bambini che avevano un triciclo o un monopattino come quelli qui esposti.

Al piano terra è collocata anche l’osteria, luogo di ritrovo essenziale anche se – in un mondo come quello delle campagne, in cui non esisteva il “tempo libero” e la disponibilità di denaro era scarsa – frequentato quasi soltanto la domenica e nei giorni di festa, quando in paese suonava la banda del paese, i cui strumenti sono qui esposti.

Non al criterio dell’ambientazione realistica, ma a quello dell’esposizione per temi, adottato sin dall’inizio in questo come in molti altri musei etnografici, risponde invece l’allestimento delle sale collocate al primo piano, dove si è esposta solo una parte delle collezioni, destinando numerosi oggetti al deposito e collocando le macchine agricole di maggiori dimensioni e i carri sotto il porticato che si trova sull’altro lato della corte.

Le diverse sale in cui si articola l’esposizione sono dedicate alla coltivazione dei campi e all’allevamento, in primo luogo, e agli altri lavori che i contadini svolgevano: l’allevamento del maiale e la conservazione delle sue carni, la lavorazione del latte con la produzione di burro e fromaggi, la coltivazione della vite e la vinificazione, il trattamento delle fibre tessili e, in particolare, la bachicoltura.

L’impostazione narrativa dell’esposizione è sottolineata dalla presenza di video che restituiscono brani delle testimonianze raccolte.

Oltre ai lavori dei contadini, sono quelli degli artigiani ad occupare gli spazi del primo piano, dove sono esposti gli attrezzi del falegname e quelli del muratore, del barbiere, del calzolaio, del sellaio, del fabbro e del maniscalco.

Un’aula didattica e un’ampia sala riservata a incontri, proiezioni e mostre temporanee completano gli spazi di cui il Museo dispone.