Storia del Museo

Il lavoro e la vita nelle campagne erano cambiati molto lentamente fino agli anni Cinquanta, quando si avvia un grande cambiamento: molti contadini lasciano il lavoro dei campi e diventano operai nelle fabbriche; molti di loro abbandonano il paese e vanno ad abitare nelle città. Le cascine si spopolano: attrezzi di lavoro e strumenti di cui ci si serviva ogni giorno cadono in disuso.

Negli anni Settanta, alcuni di coloro che hanno continuato a vivere nei centri della pianura e della montagna si rendono conto che non solo alcune abitudini, ma un’intera civiltà sta scomparendo: la civiltà contadina.

Il Museo della Civiltà Contadina di Mairano è nato negli anni Settanta: un maestro elementare di Mairano, Dino Gregorio, cominciò allora a raccogliere con i suoi ragazzi le testimonianze: parole in dialetto che ormai pochi pronunciano ancora, storie e proverbi che solo i più anziani ricordano, ma soprattutto quelle cose che nessuno usa più e rischiano di essere eliminate: strumenti del lavoro contadino e artigianale e suppellettili di uso comune nelle case dei contadini.

Il Museo ha lo scopo di conservare e trasmettere la memoria di quell’epoca e i tratti principali della civiltà contadina. Fra questi, un rapporto con le cose diverso dal nostro: le cose allora duravano molto di più. Le si aggiustava molte volte o le si adattava ad altri usi prima di buttarle via. Anche il modo di sentire il passare del tempo era diverso: si conosceva la fatica, ma non la fretta. Lo scorrere del tempo non era sentito come una corsa senza ritorno ma come un ciclo, nell’avvicendarsi delle stagioni e dei lavori agricoli, nella maturazione dei frutti delle piante e di quelli dell’orto, nel passaggio degli uccelli migratori, nel ripetersi degli eventi della vita collettiva, nell’esperienza accumulata dai vecchi.

Per molti anni il Museo ha avuto sede a Pievedizio, frazione di Mairano.

Dopo la morte di Dino Gregorio, nel 2005, quanti avevano condiviso le ragioni della sua iniziativa e avevano collaborato con lui, hanno costituito l’Associazione degli Amici del Museo e ne hanno continuato la raccolta e le attività, fino a riorganizzarlo nella nuova sede di via Matteotti nel centro di Mairano, che l’Amministrazione comunale ha acquisito e oportunamente recuperato.

Il Museo di Mairano non è perciò un museo del passato: evocare gli stili di vita e i valori della civiltà contadina è l’occasione per stimolare un confronto significativo con il mondo in cui viviamo.

I nuovi spazi del Museo si trovano in una casa nella quale vivevano un tempo quattro famiglie che lavoravano alle dipendenze dei proprietari del vicino palazzo, i conti Calini.

Oltre agli oggetti, il Museo ha raccolto testimonianze di abitanti del paese che hanno fatto esperienza del loro uso e hanno vissuto l’epoca che ha preceduto il grande cambiamento delle campagne.

I volontari dell’Associazione degli Amici del Museo, proprietaria delle sue collezioni, ne curano la gestione assicurandone l’apertura ai visitatori e animando, oltre che le visite guidate, le attività del Museo e gli eventi che vi si svolgono.