Visioni di vita contadina di Gabriele Saleri

Il contenitore perfetto per ospitare le opere di uno dei maestri della pittura bresciana dell’ultimo secolo: durante le festività di fine anno, il Museo della civiltà contadina di Mairano accoglierà una ricca selezione di opere di Gabriele Saleri, talentuoso pittore scomparso nel maggio del 2014. Dopo alcune importanti mostre a Brescia (una monografica a Palazzo Martinengo nel 2018, e un’antologica in Santa Giulia nel 2012), e a Bagnolo Mella, i quadri di Saleri saranno esposti nelle stanze del museo di Mairano, allestito come una vecchia cascina dei primi anni del 900.

Gabriele Saleri è un pittore bresciano nato a Bagnolo Mella il 30 ottobre del 1927. Fin dalla giovane età dimostrò una spiccata capacità artistica, del tutto straordinaria: la pittura è nel suo sangue e gli riesce facile rappresentare la realtà tramite il disegno. Le sue prime, importanti, opere vengono alla luce quando il pittore è solamente quattordinecenne. Dopo qualche anno da autodidatta, per perfezionarsi Saleri frequentò gli studi dei pittori Giuseppe Marengoni, Giuseppe Mozzoni, Emilio Rizzi ed Emilio Pasini. Nature morte, paesaggi, ritratti (famosi i suoi “bambini”, tanto da meritarsi l’appellativo di “pittore dell’innocenza”), la pittura di Saleri coniuga realismo e sentimento. Diverse le mostre realizzate in Italia e all’estero, fin dagli anni 50. Oltre ai quadri, Saleri ha realizzato dipinti di grabdi dimensioni, e diverse pale per chiese. A lui è stato dedicato l’ultimo libro monografico a cura della Fondazione Dolci (Gabriele Saleri 1927-2014).

La mostra di Mairano è composta da 35 dipinti a tema prevalentemente contadino. Il presidente del Museo, Gianmarco Quadrini: «Nature morte, ritratti di uomini e donne al lavoro, pastori, agricoltori e animali: siamo molto contenti di poter ospitare tante opere così importanti, che sembrano essere state dipinte appositamente per questo museo, nato e voluto da un altro grande pittore novecentesco bresciano, il maestro Dino Gregorio. Ringraziamo la curatrice dell’allestimento, Annalisa Saleri». La mostra sarà visitabile gratuitamente durante tutti i giorni festivi e le domeniche, dalle 14:30 alle 14:30, fino al 19 gennaio. Aperture serali, dalle 20:30 alle 23:30, nelle giornate non festive di giovedì.

Mostra Gabriele Saleri

Cucina tipica e musica popolare: la Sagra del contadino al Museo di Mairano

Un salto nel passato con le tradizioni contadine della Bassa Bresciana, l’enogastronomia e gli spettacoli sull’aia: ricchissimo il calendario degli eventi degli “Amici del Museo della Civiltà contadina di Mairano”.

È di nuovo tempo di “Sagra del contadino”. Evento ogni anno sempre più atteso, appuntamento imprescindibile per gli amanti delle tradizioni locali della provincia bresciana, a Mairano ormai è da qualche settimana che si percepisce il brulicare operoso dei cittadini alle prese con i preparativi per la grandiosa festa di metà settembre. Giunta alla quindicesima edizione, la Sagra animerà il borgo da venerdì 20 a domenica 22 settembre.

Come ogni anno il gruppo di “Amici del Museo della Civiltà Contadina” è pronto a mettere in campo un cartellone di eventi e intrattenimenti culturali di tutto rispetto, all’interno di quel contenitore eccezionale rappresentato dalla cascina storica situata nel cuore del paese, sede del Museo. Il piatto forte del programma sono come sempre gli spettacoli musicali: si inizia venerdì con “I Luf” per finire domenica con “Mè Pèk e Barba”, passando dalla mitica Bandafaber che salirà sul palco nella serata di sabato.

Sagra del contadino 2019 - Concerti

Oltre alla musica, il Museo come ogni anno coglie l’occasione della Sagra per mostrare ai tanti visitatori le proprie collezioni permanenti – nella cascina che ospita il Museo è riprodotta l’abitazione contadina dei primi anni del 900 – e i tanti allestimenti temporanei che vengono posizionati sia all’interno del Museo che all’esterno, lungo le vie del paese. Pezzo forte di questa edizione saranno gli attrezzi per la coltivazione della vite e la produzione del vino, raccolti e organizzati da Giovanni Archiati, che traformerà – letteralmente – tutta via Leopardi con macchine e reperti d’epoca, e la “casetta del casaro”, una vera e propria baita in legno allestita al Museo nella quale saranno presenti tutti gli attrezzi per la produzione del formaggio.

Non mancherà, ovviamente, la buona cucina tipica preparata dalle cuoche del Museo: trippa e casoncelli, brasato, costine con le verza, lumache con polenta, tagliata, oltre allo spiedo (su prenotazione) del venerdì sera e del pranzo della domenica. Nel resto del paese saranno numerosissimi gli eventi e le attrazioni messe in campo con passione da tutte le associazioni locali, coordinate dalla Proloco. Sarà un vero e proprio salto nel passato. Sarà, come sempre, una bellissima festa.

Sagra del contadino - Programma 2019